Cos’è il Neuromarketing e perché è importante?

cervello umano contornato dai divers stimoli che riceve tutti i giorni

Indice dei contenuti

Perché i consumatori scelgono un brand piuttosto che un altro?
Su cosa si basa la loro scelta?
Come risponde il pubblico ai tuoi sforzi pubblicitari?

Queste domande hanno spesso assillato i reparti marketing ma è sempre stato difficile trovare una risposta con i metodi tradizionali.

Per capire veramente ciò che spinge i consumatori verso una scelta,
i marketer devono guardare

al di là del pensiero razionale e
studiare gli impatti emotivi
della pubblicità – qui entra in gioco
il neuromarketing.

Donna in supermercato che pensa a quale marca comprare


Cos’è il neuromarketing?

Il termine neuromarketing indica la fusione della neuroscienza con il marketing.
Così come i neuroscienziati studiano l’attività cerebrale e l’impatto sulle funzioni comportamentali e cognitive, chi si occupa di neuromarketing analizza le risposte del subconscio agli stimoli esterni per capire cosa determina le preferenze di un utente.

Nella pratica il neuromarketing si avvale di approfondimenti scientifici sul funzionamento del comportamento umano per guidare le strategie di marketing.

Oltre alla neuroscienza, il neuromarketing raccoglie informazioni anche dal mondo:
– della psicologia
– dell’economia comportamentale


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Le Armi della Persuasione di Robert Cialdini: 6 principi fondamentali


I sistemi di pensiero

Daniel Kahneman (Nobel per l’economia nel 2002) teorizzò due modi di pensare per il genere umano:

Illustrazione del sistema 1 secondo la teoria di Daniel Kahneman
  • Intuizione & Istinto:
    • inconscio
    • rapido
    • associativo
    • pilota automatico
Illustrazione del sistema 2 secondo la teoria di Daniel Kahneman
  • Pensiero razionale:
    • richiede sforzo
    • lento
    • logico
    • pigro
    • indeciso

Ciò che colpisce nel ragionamento di Kahneman è che raramente le persone usano il Sistema 2 per prendere una decisione.

I nostri cervelli non hanno il tempo, l’energia o la voglia di interpretare tutte le informazioni da prendere in considerazione per fare una scelta razionale.

Per risparmiare tempo ed energia solitamente il cervello usa delle scorciatoie mentali e il neuromarketing studia, con approcci scientifici, cosa si nasconde dietro il Sistema 1 per cercare di prevedere le reazioni di un target.


Gli strumenti e la tecnologia del neuromarketing

Questa branca del marketing si avvale della tecnologia biometrica per studiare le risposte emotive del cervello e del corpo.

Ecco una lista dei biosensori più utilizzati:

  • Oculometria – nota anche come monitoraggio oculare, misura cosa guardano le persone, per quanto tempo e cosa evitano di guardare. Si usa per capire cosa attrae l’occhio umano;
  • Analisi dell’espressione facciale – i software di questo tipo studiano la faccia umana, stabiliscono quali sono i punti base (es: occhi, bocca) e studiano come vengono mossi dopo una reazione.
    Quest’analisi può identificare 7 diverse emozioni: gioia, rabbia, sorpresa, paura, disprezzo, tristezza, disgusto;
  • Risposta galvanica della pelle – conosciuta anche come Attività Elettrodermica (EDA), questa tecnologia monitora il battito cardiaco e l’attività della ghiandola sudoripara per stimare il livello emotivo. Sudare è il modo in cui il corpo regola la sua temperatura interna per tornare ad uno stato di normalità dopo aver ricevuto stimoli;
  • Elettroencefalogramma (EEG) – L’EEG prevede il posizionamento di elettrodi sul cranio per tracciare l’attività elettrica all’interno del cervello.
    In questo modo si identificano i processi cerebrali che guidano decisioni e comportamenti.
Rappresentazione di neuroscienziati che attaccano pezzi a un cervello

Perché il neuromarketing è importante?

Adesso che abbiamo capito cos’è il neuromarketing, concentriamoci sulla sua importanza.

Spesso ciò che le persone dicono e fanno rispecchiano due modi molto diversi di pensare.

Il neuromarketing cerca di scoprire la verità al di là dell’apparenza.

Studiare il movimento di un mouse all’interno di un sito illustra i movimenti che un utente fa ma non ne spiega il perché.
I sondaggi potrebbero aiutare a capire meglio i pensieri dell’utente, se solo rispecchiassero veri pensieri, anche quelli inconsci talvolta non ammessi nemmeno a sé stessi.

Il neuromarketing può arrivare alla verità laddove altri mezzi falliscono.

Il reparto marketing di un’azienda ne beneficerebbe enormemente per:

  • migliorare la percezione del brand
  • identificare opportunità di svolta per ottimizzare strategie di mercato
  • comprendere veramente ciò che i propri clienti vogliono e si aspettano da noi

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